Turismo, Ceará enclave italiana
In controtendenza rispetto alla crisi internazionale del settore, il Ceará ha goduto lo scorso anno di un aumento pari al 13,2 per cento del flusso turistico in entrata. Dai 2,18 milioni di turisti del 2008, in arrivo sia da altre regioni brasiliane che dall'estero, si è passati ai 2,46 milioni di presenze del 2009. Uno su quattro dei visitatori stranieri era italiano. Lo stato si conferma così tra le mete verdeoro preferite dai nostri connazionali.

Jericoacoara, Ceará
Questi e altri numeri sono stati diffusi in settimana a Fortaleza dalla Secretaria de turismo do Ceará (Setur-CE). L'ente ha quantificato in un 24,7 per cento l'aumento del fatturato turistico complessivo dello stato, dai 2,9 miliardi di real di due anni fa ai 3,6 miliardi dell'anno scorso. Il responsabile locale di Setur, Bismarck Maia, dichiara che «i risultati hanno superato ogni più rosea previsione». L'indice di occupazione alberghiera ha avuto picchi dell'80,1 per cento, assestandosi su una media del 62,8. Gli italiani hanno rappresentato il 26,5 per cento del totale dei turisti stranieri, occupando la prima posizione assoluta. Dopo di loro, a debita distanza, portoghesi (15,9 per cento), francesi (6,7) e statunitensi (5,5). Mediamente, ogni viaggiatore in arrivo dall'estero si è fermato nel Ceará per 10,8 giorni, spendendo nel periodo 2.256 real (+10,4 per cento rispetto al 2008). Nel 2010, sempre secondo Maia, «l'obiettivo è attrarre più visitatori dalla Germania. Investiremo milioni di euro in una campagna appositamente studiata, in collaborazione con la compagnia di bandiera portoghese Tap».
Per quanto riguarda i flussi turistici nazionali verso il Ceará, la classifica 2009 dei primi quattro stati di provenienza vede in testa São Paulo (25 per cento), seguito dal Distretto federale (10,1), da Rio de Janeiro (10) e dal Pernambuco (7,9). Il turista brasiliano ha speso in media nello stato nordestino 1.382 real, per un aumento del 9,45 rispetto al 2008.

