Ronaldinho, campione gentiluomo
Ronaldinho gioca per il Diavolo, ma diavolo non è. Così, almeno, la pensano fonti milanesi di sicuro affidamento sentite da "Osservatorio Brasile" in questi giorni. Per il fuoriclasse brasileiro del Milan niente serate trasgressive o sostanze proibite. Al massimo, un chupito in compagnia. Magari dopo mezzanotte, difficilmente prima di un impegno importante. Mai barcollante o alterato, nemmeno il più scafato dei paparazzi milanesi riuscirebbe a coglierlo in castagna.
Ronaldinho
Disponibile con tutti, noti o sconosciuti, il campione pare sembre pronto ad aprire il suo proverbiale sorriso. Gli piace suonare il pandeiro e invitare a casa sua, per una jam session, i più conosciuti strumentisti brasiliani della scena musicale meneghina. Il craque ama pure andarli ad ascoltare quando suonano dal vivo. Lo ha fatto anche il 9 dicembre, quando era tra il pubblico che applaudiva Rubinho Jacob alla Salumeria della musica. Para matar a saudade, il numero 80 rossonero non perde un concerto di mpb in città. Dal gruppo Revelação a Neguinho da Beija-flor fino a Vanessa da Mata. E per una strimpellata conviviale è capace persino di prendere un aereo e volare oltralpe. Perfetto padrone di casa, è premuroso con i suoi ospiti, per i quali non esita a mettere mano al portafogli.
Recentemente, ha fatto volare a sue spese alcuni amici da Rio de janeiro per assistere a Milan-Roma, partita da lui risolta con un impeccabile penalti. Non ama cucinare, perciò spesso la sera esce, frequentando ovviamente le più conosciute e affollate churrascaria di Milano. Ma a volte preferisce defilarsi, rifugiandosi in un piccolo ristorante a gestione paulista in zona Dergano. Oppure nel giapponese trendy (con chef nippo-brasiliano) di un suo compagno di squadra, dalle parti di corso Lodi. O, ancora, in un noto locale verdeoro di Vigevano, dove è praticamente di casa. Chi lo conosce afferma che quello con la madunina non è stato un amore a prima vista, ma che ora il gaúcho ha imparato ad apprezzarla. D'altra parte, superare in charme la concorrenza di Barcellona e Parigi (le altre città europee dove ha giocato) per Milano sarebbe stato compito improbo.
Giovane, scapolo e senza figli, di sicuro non disdegna le compagnie femminili. A dire il vero, non si capisce perché dovrebbe. Ronaldinho non raccoglie le accuse di dolce vita e preferisce parlare sul campo. Di certo l'esistenza da lui condotta non è amara, ma è soprattutto innegabile che la sua simpatica presenza abbia contribuito a colorare di verdeamarelo una metropoli tradizionalmente grigia.


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