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    Alla scoperta del Pantanal

    Scritto da Gaetano Risica • 14 dicembre 2009 • Stampa questo articolo

    Tra i primati della natura che il Brasile può vantare vi è il possesso di una vasta area, grande quasi come la metà della Francia, che porta il nome di Pantanal. Una superficie di oltre 230mila kmq, di cui poco meno della metà nel territorio dei confinanti Paraguay e Bolivia. Un territorio alluvionato per buona parte dell'anno, che per questo motivo vanta un ecosistema unico e la maggior concentrazione di fauna di tutto il mondo.

    Uno degli innumerevoli laghi nell'area del Pantanal

    Uno degli innumerevoli laghi nell'area del Pantanal

    Un'area vastissima di insuperabile bellezza, poco abitata e scomoda da raggiungere, con itinerari e soggiorni da affrontare con grande spirito di adattamento. Forse anche per questo motivo quasi sempre trascurata dai tour operator, che sempre più propongono soggiorni organizzati nel Nordest o nella rinomata Amazzonia. Malgrado ciò in tutto il Pantanal si registrano discreti flussi di turismo sia nazionale che estero, per lo più ad opera di studiosi, ambientalisti ed appassionati che amano l'avvistamento di animali, e da luglio ad ottobre di amanti della pesca.

    L'immenso territorio brasiliano è suddiviso tra il Pantanal del nord, nello Stato del Mato Grosso, raggiungibile dalla capitale Cuiabá, e quello del sud, nel Mato Grosso do Sul, che si raggiunge da Campo Grande. Già all'arrivo negli aeroporti delle due capitali – ben collegati con Brasilia, San Paolo e Rio de Janeiro - si ha modo di incontrare numerosi operatori locali che propongono la loro escursione, con automezzo e soggiorno in fazenda.

    Se si è tentati di avvicinarne qualcuno, è necessario fare attenzione e avere certezza che gli operatori siano provvisti di accredito dell'Ibama o dell'Embratur (rispettivamente ministero dell'Ambiente e ente del turismo nazionale), poiché capita spesso ai turisti poco informati di affidarsi a persone inattendibili. Se non si ha l'opportunità di recarsi presso l'ufficio turistico locale, si suggerisce di non prendere decisioni affrettate, di consultare più operatori e il loro modo di presentare la propria proposta, senza dare mai denaro in anticipo.

    L'obiettivo del viaggio non dovrebbe essere genericamente il Pantanal né quello del sud piuttosto che quello del nord, bensì l'area centrale localizzata nel cuore dei due territori, nei dintorni del Parque nacional do Pantanal mato-grossense. Partendo da Campo Grande si raggiunge in autobus la città di Corumbá al confine con la Bolivia attraversando una lunghissima strada che scorre costeggiando il limite sud del Pantanal. Partendo invece da Cuiabá, sempre da raggiungere con l'autobus, i punti di accesso sono tre: Cáceres, Barão de Melgaço e Poconé.

    Un'altra veduta del Pantanal

    Un'altra veduta del Pantanal

    Tra le opzioni è certamente preferibile l’ultima da Cuiabá a Poconé e da qui addentrarsi nel territorio del Pantanal sino a raggiungere Porte Jofré, alle porte del Parco, dopo aver attraversato la mitica Transpantaneira. La capitale e Poconé sono quotidianamente collegate da sei corse di autobus andata e ritorno. Il percorso dura poco meno di tre ore ed è preferibile sedersi vicino al finestrino per poter meglio ammirare la vegetazione tipica costituita da piúvas e ipés, alberi piuttosto diffusi, e dalle palme spinose del babaçus, e ancora il pequí e le palme di buritis, piante note per i frutti utilizzati nella cucina locale.

    Poconé è un piccolo centro i cui abitanti sono discendenti della tribù locale dei Beripoconeses, e ha mantenuto un forte attaccamento alle tradizioni. La città offre una buona ricettività alberghiera ed è punto di partenza per lunghe escursioni fluviali sino a raggiungere il Parco. Si trova al limite del Pantanal del nord e ha l’ aspetto tipico di città di frontiera pur trovandosi in pieno territorio brasiliano. Soltanto dopo aver lasciato Poconé per continuare il viaggio è possibile comprendere appieno il vero concetto di «frontiera», poiché dopo appena 18 chilometri inizia il vero itinerario lungo l'avventurosa Transpantaneira, unica vera strada che si addentra nell'immenso e sconfinato territorio del Pantanal.

    Nata da un progetto governativo del 1973, la Transpantaneira avrebbe dovuto inizialmente collegare le città di Cuiabá e Corumbá, ma i lavori si fermarono poiché le autorità locali decisero di sospenderli quattro anni dopo. Ciò che è rimasto sono appena 145 chilometri di strada sterrata che attraversa un territorio ricco di fiumi, che si superano attraverso un centinaio di stretti ponti di legno, alcuni dei quali in condizioni precarie, sino a giungere al villaggio di Porte Jofré.

    Progettata su un terreno palustre, la strada fu realizzata in sopraelevata sui terrapieni, e questo elemento è divenuto nel tempo di vitale importanza per l'ecosistema locale, dato che diventa anche luogo di vita della nutrita fauna locale, specialmente durante i sei mesi di inondazione, dove non è difficile avvistare jacaré, capibara e svariate specie di uccelli.

    Contrariamente a quanto si possa pensare questo lungo serpentone è particolarmente trafficato dagli automezzi specialmente nei fine settimana, quando i pantaneiro vanno a pescare. Seppure non in condizioni ottimali la strada può essere affrontata anche tramite normali utilitarie e lungo il suo percorso si è soliti incontrare persino parecchi autostoppisti. I 145 chilometri sino a Porte Jofré, date le condizioni del fondo stradale, si percorrono quasi in una giornata dato che oltre alle soste per ristorarsi ci si ferma spesso anche per apprezzarne la natura.

    Dopo appena 50 chilometri da Poconé si incontra il villaggio di Pixim, e da qui in avanti le condizioni stradali sono peggiori e anche i ponti da attraversare sono in condizioni precarie. Il percorso continua, fazenda dopo fazenda, e si incominciano a incontrare le prime pousada, sino all'ultima possibilità di alloggio costituita dall'Hotel Porte Jofré Pantanal posto alla fine della Transpantaneira. In realtà quest’ultima opportunità è alquanto costosa ed è preferibile alloggiare prima di arrivare a Porte Jofré. Negli ultimi 30 chilometri la strada offre svariate opzioni di alloggio e i costi delle escursioni potrebbero essere più convenienti.

    Da Porte Jofré vengono comunque offerte, per un numero minimo di cinque partecipanti, gite fluviali di sorprendente bellezza all'interno del Parco, con avvistamenti continui di animali nel loro habitat naturale. La durata dell'itinerario dura l'intera giornata e costa l’equivalente di circa 100 euro a persona. Se invece si opta per l’alloggio in una fazenda pousada è possibile vivere una esperienza forse anche migliore, in un vero ambiente pantaneiro legato a forme di agriturismo, tra escursioni in barca, a piedi e a cavallo, facendo bird-watching e gustando la cucina tipica del luogo. Si tenga conto che in mancanza di alternative, negli ultimi 50 chilometri si è immersi nel cuore del Pantanal, e le possibilità di trovare buone occasioni di alloggio complete di escursioni non mancano.

    Il periodo migliore per vivere questa esperienza con una natura insolita è quello della stagione secca, da maggio a settembre, quando le acque si ritirano lasciando ampie aree lacustri, dove i pesci imprigionati costituiscono un elemento importante della catena alimentare. Gli uccelli cominciano a radunarsi in quantità e il terreno, grazie alla nuova vegetazione, inizia a colorarsi di un verde brillante. Di giorno fa caldo umido e le notti sono piuttosto fresche.

    La massiccia presenza di lagune e pozzanghere facilita la proliferazione di insetti, per cui si consiglia di non dimenticare di portarsi un buon repellente. E quelli in vendita in Brasile sono più efficaci di quelli italiani. Data la mancanza di vegetazione, le giornate si trascorrono sotto il sole, quindi un copricapo e un filtro solare saranno utili quanto un buon binocolo per fare ottimi avvistamenti della fauna locale.

    Un ultimo motivo per scoprire il Pantanal è certamente il folclore locale e la sua cucina tipica fatta di piatti particolari a base di pesce o di carne di jacaré dal sapore prelibato. A Porte Jofré e ovunque si mangia bene con una spesa modica. Se poi ci si trova al seguito di una buona guida, la sera non mancano certo i momenti legati al racconto di leggende indio. Come quelle sulla caccia al giaguaro o sulle pepite d'oro piovute dal cielo che, se pur difficili da credere, sarà fantastico ascoltare.



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