Walter Wanderley: “Let’s” (2007)
Frutto di una selezione relativa al periodo pre-statunitense e pre-Verve, questo disco può fornire un’ottima panoramica sulla prima parte della carriera del più famoso organista brasiliano, eccellente melodista, assai apprezzato in occidente e recentemente riscoperto, soprattutto dai tedofori dall’ondata acid-jazz.

La copertina del disco
I brani prescelti sono perfettamente rappresentativi delle doti di Walter, il quale, accompagnato sempre da impeccabili strumentisti, con particolare menzione per i fiati, rendeva versioni ricche di swing di classici della bossa nova quali “Batucada surgiu”, “Deixa isso pra là”, “Chove chuva”, e così via. Rispetto al successivo periodo di incisioni con l’etichetta Verve, i brani qui proposti godono di una architettura musicale più espansa, in cui i fiati, con arrangiamenti lussureggianti, occupano una posizione privilegiata, senza peraltro oscurare la caratteristica voce organistica di Walter, che può essere a buoni diritto considerato uno degli inventori del dancefloor jazz, e viene degnamente omaggiato da questa selezione completa e ben rappresentativa, caratterizzata da una tensione ritmica superiore allo standard delle incisioni di Walter.
E che potrebbe essere l’ideale viatico per chi non conoscesse a sufficienza la traiettoria artistica di un artista spesso sottovalutato, ingiustamente catalogato nella spregiativa categoria della “muzak” per ascensori, ma fondamentale nell’evoluzione del gusto musicale moderno. *****

