Lula sdogana il nucleare iraniano
«Il Brasile difende il diritto dell’Iran di sviluppare l’energia nucleare per fini pacifici, perché è lo stesso che stiamo facendo noi». E’ quanto ha detto il presidente Luiz Inácio Lula da Silva dopo l’incontro col leader iraniano Mahmoud Ahmadinejad, che dopo la visita di un giorno nel Paese verdeoro, ha proseguito per Bolivia e Venezuela.

I presidenti di Iran e Brasile
Il presidente-operaio ha affermato che si dovrà far sì che l’Iran riesca «a trovare una soluzione giusta ed equilibrata per la sua specifica situazione nucleare», ritagliando così per il proprio Paese un primario ruolo da mediatore per la pace in Medio Oriente. Nel corso del suo intervento radiofonico settimanale ha ripetuto il concetto, dichiarando che «ci sono dei Paesi che non vogliono dialogare con l’Iran. Ma non serve a nulla lasciarlo isolato». Il viaggio ha scatenato polemiche e critiche, che hanno coinvolto le organizzazioni che si battono per i diritti civili, gli esponenti dell’opposizione, e naturalmente i think tank e gli analisti politici più sensibili alle ragioni di Israele: «E’ quindi ridicolo mettere il paese in questa situazione», ha affermato Samuel Feldberg, docente di Relazioni internazionali presso le Faculdades Rio Branco, «anche perché non è in grado di verificare se le installazioni iraniane sono a fini pacifici o meno».


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